Vincere è difficile, ripetersi lo è ancora di più. Chissà se l’avrà pensato anche Jill Ellis che, a meno di un mese dalla seconda vittoria consecutiva del Mondiale di calcio femminile, andrà via dalla guida della nazionale statunitense sull’onda del successo.

Dopo la notizia del “No” a Trump del capitano della nazionale USA, stavolta la nazionale USA torna a far parlare di sé per l’abbandono del ct.

Jill Ellis ha 52 anni ed è allenatrice professionista dal 1988. Nel 2000 ha cominciato ad allenare le nazionali, partendo dall’Under 21 USA fino a sedersi nel 2014 sulla panchina della nazionale maggiore, con la quale ha vinto le due edizioni dei Mondiali nel 2015 e nel 2019.

« Quando ho accettato di diventare allenatrice degli USA questo era esattamente il periodo di tempo che avevo in mente. È il momento giusto per fare altro e il mio programma per il futuro è volto a rimanere in vetta al calcio femminile. Il cambiamento è un qualcosa che ho sempre apprezzato e sostenuto nella mia vita e sia per me che per la mia famiglia è arrivato il momento di cambiare ». Queste le dichiarazioni di Ellis che suonano come la chiusura di un ciclo ed anche una dimostrazione di grande orientamento al cambiamento.

Cambiamento ed anche coerenza, poiché la CT ha deciso di dare direttamente le dimissioni senza creare le condizioni per farsi mandar via, come è accaduto anche ad allenatori famosi nel mondo del calcio e dello sport.

In più, l’addio non sarà immediato né doloroso poiché avverrà al termine del Victory Tour, un ciclo di amichevoli che si giocheranno in diverse città degli USA proprio per festeggiare la vittoria dell’ultimo Mondiale.

L’esperienza sportiva di Ellis è davvero un bell’esempio di cambiamento e coerenza, molto affine agli esempi descritti da Seth Godin nel suo bestseller Basta!, un libro utilissimo per chi vorrebbe cambiare ma non ha ancora deciso se – e come – farlo.