Tik Tok Marketing: opportunità o bufala per il tuo business?

Tik Tok, il social dei “giovanissimi”, ha cominciato a popolarsi anche in Italia seguito dal trend del “Tik Tok Marketing” con servizi specifici – a volte un po’ dubbi – offerti alle aziende per “fare marketing su Tik Tok”.

Si tratta di un’opportunità concreta di business o di una bufala? Per rispondere correttamente a questa domanda, cominciamo a fare delle osservazioni con informazioni e dati alla mano.

La prima informazione è che Tik Tok è un social network sicuramente in crescita: fondato nel 2016 da una società cinese, è da diversi mesi l’app più scaricata al mondo con circa 63 milioni di download ad agosto 2019. 

Nata ufficialmente come Musical.ly, la sua particolarità consiste nel fatto che gli utenti possono caricare brevi video da 15 a 60 secondi nei quali, solitamente, si esibiscono con performance di canto, ballo, recitazione o smorfie. Basta scaricare l’app per accedere ad una galleria variegata di aspiranti ballerini, cantanti, comici, illusionisti e così via.

Dal punto di vista pubblicitario, è possibile inserire la propria pubblicità nei flussi di video degli utenti (con la particolarità che questa funzione, detta brand takeover, è assegnata ad un solo brand al giorno), creando sfide tematiche con gli hashtag, inserendo video native oppure creando “maschere” personalizzate da far usare agli utenti, come quelle famose in Snapchat.

Rispetto ai numeri in Italia, a fronte di 800 milioni di iscritti nel mondo, nel nostro Paese se ne contano oltre 2 milioni e 400 mila attivi mensilmente, con prevalenza di teenager e per il 65% di sesso femminile. La media di utilizzo dell’app è di circa 34 minuti, con un’apertura media dell’applicazione di 6 volte al giorno e circa 3 miliardi di visualizzazioni mensili dei video.

Come schierarsi quindi rispetto al Tik Tok Marketing? La risposta è molto semplice: bisogna considerare l’aspetto “strategia” e l’aspetto “tecnologia” nel marketing. Tik Tok può essere utile, soprattutto se il nostro business si rivolge ad un target giovane (gli utenti Tik Tok con meno di 30 anni rappresentano 2/3 del pubblico totale ed i teenager – in particolare la fascia entro i 16 anni – la stanno preferendo a Facebook). In seconda battuta, essere tra i primi business ad entrare su Tik Tok in Italia può considerarsi un vantaggio, ma questa mossa può non portare i risultati voluti senza curare prima l’aspetto “strategia”.

Il consiglio di lettura, pertanto, è di tenere sempre ben presente quanto spiegato in libri fondamentali come Le 22 immutabili leggi del marketing di Al Ries e Jack Trout e Tribù di Seth Godin, senza farsi prendere troppo dal trend “novità-del-momento-marketing”.