La mia libertà finisce dove comincia la tua. Parafrasando una famosa frase di Martin Luther King, si può dire che la libertà di una persona di usare il proprio smartphone finisce dove comincia quella di un’altra persona.

Non è raro, infatti, trovare persone che sembrano attaccate al proprio telefonino 24 ore su 24 senza curarsi delle altre persone intorno. E se questo comportamento può essere ancora “comprensibile” in determinati contesti, diventa molto più complicato quando ci si trova in spiaggia e le persone cercano relax, riposo e divertimento.

A portare un contributo positivo, ci ha pensato Samsung con un’indagine su 1.500 giovani di età compresa tra i 25 ed i 35 anni alla scoperta della relazione tra vita in spiaggia e tecnologia e, soprattutto, alla ricerca dei comportamenti utili ad un uso sociale e costruttivo dello smartphone.

Partendo dal dato assodato che lo smartphone è il “compagno preferito in vacanza” per l’88% degli intervistati, venendo usato almeno 5 ore al giorno, secondo il Trend Radar di Samsung circa il 49% dei giovani ha dichiarato di ridurre l’uso quando è in vacanza, perché più interessati a staccare dal mondo, per paura di rovinarlo al sole, per non dar fastidio ad altri oppure per timore di dimenticarlo da qualche parte.

Quanto all’uso che ne se fa, al primo posto con 89% di preferenze c’è scattare foto e video, mentre il 68% chatta con gli amici ed il 61% cerca eventi e ristoranti per la vacanza. Scattano più le donne o gli uomini? Netta la prevalenza delle donne, con un 62% contro il 38% degli uomini.

Sulla base di questi e molti altri dati, Samsung ha quindi elaborato un interessante galateo, denominato Galateophone con 5 comportamenti essenziali per fare un uso corretto dello smartphone in spiaggia secondo i Millennials.

  1. NO a suoneria alta, suoni e notifiche: danno fastidio ai vicini di ombrellone. Il primo step è impostare la modalità del telefono su silenzioso.
  2. SÌ agli auricolari, l’accessorio più usato in spiaggia è preferito rispetto al vivavoce.
  3. OK alle canzoni in spiaggia al tramonto, magari con degli speaker all’ultimo grido. Sconsigliati video e musica a tutto volume a qualsiasi ora del giorno.
  4. STOP a testa e occhi sempre sul telefonino: priorità a relax, giochi, divertimento e socialità.
  5. PRIVACY, privacy, privacy! In spiaggia gli ombrelloni sono vicini e sarebbe bene evitare di andare in giro facendo video o videochiamate riprendendo inavvertitamente altre persone.

Questi 5 semplici comportamenti possono davvero migliorare l’esperienza non solo dei Millennials, ma anche di chiunque usi lo smartphone con una certa frequenza, a prescindere dalla fascia d’età: a quanto già detto, ci sentiamo di suggerire il libro di Charles Duhigg dal titolo La dittatura delle abitudini per comprendere più a fondo il rapporto con lo smartphone e per riconoscere ed eventualmente cambiare le proprie abitudini tecnologiche.