« Volete diventare imprenditori? Imparate ad allenare il cervello » | OneMinuteClub

In occasione del PMI Day 2019, l’iniziativa di Confindustria che apre le porte delle imprese ai giovani, una delle eccellenze italiane dell’aeronautica mondiale ha aperto le porte alle scuole.

Stiamo parlando dell’azienda OVS Villella, fondata nel 1975 dall’attuale amministratore unico Peppino Villella, imprenditore dalla carriera folgorante che gli è valsa proprio nel 2019 il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Nell’incontro con l’Istituto Augusto Righi di Varese, Villella ha aperto le porte dell’azienda raccontando la sua storia ed evoluzione.

Tutto è nato 40 anni dall’acquisto di una saldatrice: « una mossa un po’ da pioniere. All’epoca un laboratorio di saldatura al servizio dell’aeronautica era insolito. I saldatori si trovavano principalmente nelle grosse industrie come SIAE o Augusta, nomi che hanno fatto la storia del volo », ha raccontato Villella.

E da quella mossa pionieristica, poi, si è evoluta un’azienda ricca di collaborazioni importanti che oggi è richiesta e conosciuta in tutto il mondo. « La maggior parte degli elicotteri e molti aeroplani sono costruiti con nostri pezzi. Abbiamo una grande responsabilità in un settore in cui è fondamentale che tutto sia perfetto », ha spiegato lo stesso Villella, tratteggiando una delle caratteristiche essenziali del lavoro aeronautico.

Grande risposta e partecipazione dei giovani studenti, ai quali Villella ha dato infine un consiglio di grande valore che, nella sua semplicità, sintetizza l’esperienza imprenditoriale di chi ha saputo evolversi nei decenni ottenendo grandi risultati.

« Il cervello va impiegato e stimolato come in palestra si allenano i muscoli. Se vi arrendete di fronte a un problema il cervello non si allena, non dà soddisfazioni personali. Così è anche nell’attività in proprio: non dovete porvi limiti personali ».

Il consiglio di lettura, per chi vuole “allenare il cervello” e le nostre abitudini, è il libro La dittatura delle abitudini del giornalista del New York Times Charles Duhigg.