Ascoltiamo musica ed usiamo gli smartphone per tante ore al giorno e probabilmente non pensiamo ai rischi derivanti dalla combinazione di queste due attività.

La musica è considerato un toccasana per molte persone, mentre per lo smartphone si sta sviluppando una sensibilità ai rischi connessi al suo uso, come testimoniato da diverse iniziative come le vacanze “no internet” o il digital detox di “Vinci le Dolimiti”: quello che invece è meno sentito è il rischio di danni precoci all’udito dovuti all’uso di cuffie e auricolari nell’ascoltare musica con gli smartphone.

Il monito è venuto già tempo fa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha stimato un numero impressionante di giovani a rischio: si parla addirittura di più di 1 miliardo di persone da “ri-educare” all’uso dello smartphone sotto il profilo acustico.

Un secondo richiamo più recente viene dalla testata El Mundo e dalle parole di María José Lavilla – presidente della Commissione di Audiologia della Società Spagnola di Otorinolaringoiatria – che ha portato l’attenzione sul fatto che i 40enni di oggi – che vent’anni fa erano già esposti agli stessi rischi ascoltando musica con walkman e cuffie – stanno cominciando a lamentare alcuni disturbi dell’udito che fino a poco tempo fa erano appannaggio solo dei 60enni.

Entrando nel dettaglio dei rischi, sono da tenere in considerazione due fattori: uno è il volume e l’altro è il tempo di ascolto. Ad esempio, 85 decibel per 8 ore al giorno o 100 decibel per 15 minuti sono considerati valori dannosi. 

Una regola pratica da seguire è la cosiddetta 60-60: ascoltare massimo 60 minuti al giorno ad un volume che sia massimo il 60% della potenza audio dello smartphone.

Un tempo ed un volume probabilmente molto diversi dalle abitudini della maggioranza dei giovani, ma che rappresentano delle misure di sicurezza per salvaguardare l’udito da invecchiamento precoce e dallo stress conseguente.

Un’altra precauzione utile è quella di privilegiare ambienti ed accessori che isolino il rumore, così da tenere il volume anche al di sotto della soglia consigliata del 60%.

Un altro validissimo aiuto che ci sentiamo di suggerire viene dal libro La dittatura delle abitudini di Charles Duhigg, per chi vuole comprendere ed orientare verso il meglio i propri comportamenti abitudinari e, di conseguenza, l’uso che fa della musica e dello smartphone.