Poco meno di due mesi fa è scomparso Niki Lauda, uno dei più grandi piloti della storia dell’automobilismo, colui che ha saputo cambiare il concetto stesso di “pilota”. L’austriaco non soltanto sapeva guidare, ma aveva anche competenze ingegneristiche e questo gli forniva l’opportunità di essere molto di più che un semplice pilota. Se non ci fosse stato l’incidente, da cui si è salvato per un pelo, forse le sue gesta sarebbero state anche maggiori.

Il maggior pregio di Lauda era la sua competenza, che lo portava ad essere uno dei piloti più bravi, la capacità di essere maniacale nella cura del dettaglio, che lo rendeva l’incubo dei box. Tuttavia, senza questa grande preparazione, l’austriaco non avrebbe potuto essere competitivo ed arrivare al successo, perché dotato di meno talento tecnico rispetto ad altri suoi colleghi.

Non è un caso se oggi, infatti, la sua leggenda fa ancora notizia con i 6-8 milioni di dollari stimati per la messa all’asta della sua mitica monoposto Ferrari 312T e della recente decisione di intitolare la prima curva del circuito Red Bull Ring a Spielberg, sede del Gran Premio di Austria, proprio al campione austriaco.

Soprannominato “computer” per la sua incredibile freddezza al volante, dopo la Formula 1 Lauda divenne imprenditore, proprietario di una compagnia aerea nonché consulente cinematografico per il film “Rush”, che ripercorre l’incidente avvenuto nel 1976 ed l’indimenticabile duello con James Hunt.

« Mi sembra esagerato definirmi gelido, o come un computer. Sono solo un uomo preciso, controllato, che fa un mestiere preciso e pericoloso, un mestiere che non consente errori. »

Precisione, controllo, attenzione all’errore e freddezza necessaria per evitare e risolvere errori: tutte caratteristiche ritroviamo anche nel libro di Donald TrumpPensa in grande’ che, in modo diverso ma con lo stesso obiettivo, mostra un esempio di successo nella vita e nel lavoro.