Accedere a beni esclusivi e godere della loro bellezza è qualcosa che fa gola a tante persone: non sono poche quelle che desidererebbero guidare una Ferrari, oppure indossare un gioiello prezioso da 18 o 24 carati.

Eppure questi beni di lusso non sono soltanto oggetti del desiderio, ma veri e propri investimenti dai quali è possibile ricavare guadagni interessanti per i “collezionisti”, anche con articoli che non ci si aspetta di solito.

Secondo le classifiche stilate dall’agenzia immobiliare di lusso Knight Frank, negli ultimi 10 anni i maggiori rendimenti sono arrivati non dai gioielli preziosi o dalle Ferrari, ma dalle bottiglie di whiskey, che hanno registrato un rendimento di oltre il +500%.

Al secondo posto, dopo i whiskey, si attestano le monete rare con un aumento del 193%, seguite a ruota dalle auto storiche con un altrettanto significativo aumento del +189%. Curiosità: i mobili antichi non compaiono in classifica, anzi registrano un calo pari al -32% rispetto a 10 anni fa.

E se questi sono gli oggetti di lusso “evergreen”, due sono invece i nuovi trend che stanno emergendo, secondo quanto emerso dall’analisi di Boston Consulting Group: gli oggetti di seconda mano e le esperienze di lusso.
Rispetto ai primi, i consumatori sono interessati all’acquisto perché ne riconoscono la rarità ed hanno il vantaggio del rapporto qualità prezzo; per le seconde, i dati riportano che il lusso esperienziale cresce di due punti percentuali più veloce del lusso personale ed i Millennials e la Generazione Z tendo a preferire le “esperienze” rispetto agli “oggetti”.

Dati, questi, tutti interessanti e molto utili per chi vuole rivolgersi al pubblico di fascia alta e che, grazie ai contenuti presenti nel libro di Al Ries e Jack Trout Le 22 immutabili leggi del marketing, può davvero rendere redditizi i propri investimenti creando un posizionamento di valore per i propri prodotti e servizi di lusso.