Una partita infinita che avrebbe messo ko qualunque atleta normale, ma Roger Federer e Nole Djokovic non sono tennisti qualunque, sono campioni. Talento ma non solo, perché se non hai la testa certi risultati non puoi mai raggiungerli.

Sul tappeto di Wimbledon i due tennisti si sono sfidati mettendo in campo la loro classe, colpi da manuale ed il desiderio di raggiungere il titolo del trofeo più ambito del Grande Slam. 

Dopo quasi 5 ore di gioco ed un match quasi interminabile, sicuramente epco, a spuntarla in 5 set dopo un tie-break è stato Djokovic.

Non si può dire, tuttavia che Federer abbia perso, perché lo svizzero a 37 anni è ancora il più competitivo di tutto il circolo ATP.

Il suo avversario è stato semplicemente più bravo, sfruttando gli errori dello svizzero e non solo. 

È stato il match mentalmente più stancante della mia carriera” ha dichiarato Djokovic alla fine della maratona tennistica, per poi aggiungere un concetto decisamente importante: “In quei momenti cerco solo di non perdere la fiducia in me stesso ed andare avanti”.

A quel livello di tennis, al top del mondo, gli atleti non possono essere soltanto degli eccellenti giocatori, ma devono avere qualcosa di più al loro interno. La fiducia mentale e l’energia dentro se stessi sono la risorsa principale per ottenere risultati. Senza avere ostinazione, senza credere nelle proprie possibilità, Djokovic difficilmente avrebbe potuto dare vita al duello con Federer che ormai è nella storia. 

Il trovarsi sotto al tie-break non ha impedito al tennista di riuscire indenne dal rettangolo di gioco, che ha puntato totalmente sulla sua forza d’animo e la propria volontà, ricordandosi magari di essere più forti del proprio avversario.

Avere fiducia nella vita è il passo più importante per arrivare al successo, vale in campo sportivo, ma anche economico ed aziendale. 

Spiegazioni sull’argomento le hanno date nel libro ‘Il nocciolo duro’, Max Formisano e Giulia Fetto, che toccano il tema dell’autostima e della fiducia per capire chi siamo.