Bill Gates fa mea culpa ed ammette di aver fallito strategia nella mercato degli smartphone. Secondo il leader di Microsoft, sarebbe stata proprio la sua azienda il competitor principale di Apple per la conquista del mercato. Gates ha svelato che il fallimento di Microsoft è costato all’azienda quasi 400 miliardi di dollari.

In effetti, diversi anni prima che Apple e Google entrassero nel mercato con iPhone ed il sistema Android, Microsoft era già presente con degli smartphone Windows Mobile fin a partire dal 2003. iPhone è arrivato nel 2007, mentre Google comprò Android nel 2005 decidendo di rivedere totalmente il sistema, per poi entrare sul mercato ed essere il primo antagonista di Apple

E se eventi del genere accadono anche a imprenditori miliardari come Bill Gates, questa è un’ulteriore evidenza che il fallimento può diventare un insegnamento, come sostiene Jeffrey Gitomer, conosciuto come il maestro dei venditori ed autore tra gli altri de ‘Il libretto rosso del grande venditore’.

Gitomer nel suo libro invita soffermarsi sulla regola ‘sbaglia’: il fallimento è il più grande maestro, tutti i più grandi della terra hanno sbagliato e dai loro errori hanno imparato a non ricaderci la volta successiva. Il fallimento succede, ciò che fa del fallimento una cosa estremamente negativa è solo la paura di fallire. 

Il fallimento è reale, la paura è un’emozione che può abbassare il livello di energia di chi la prova. Gitomer sostiene che non bisogna avere paura, perché ci fa perdere tempo ed indugiare sulle questioni importanti, sulle decisioni da prendere, facendo sfumare l’occasione giusta. 

La paura è una brutta consigliera, inibisce le reazioni umane, è una reazione spesse volte inconscia che blocca le azioni sul nascere e potrebbe provocare danni postumi non appena il soggetto si rende conto di aver perso un’occasione. 

Molto meglio agire, anche sbagliando. Perché il fallimento – di Microsoft o proprio – può essere un punto di partenza per prepararsi con successo a nuove sfide.