Gli smartphone aiutano l’ambiente o lo danneggiano?

La risposta non sembra così scontata, soprattutto se si considera quanto emerso dagli studi sull’impatto delle tecnologie condotti dal co-direttore di un centro di ricerca del MIT Andrew McAfee – il Massachusetts Institute of Technology, uno dei centri di ricerca più prestigiosi in America e nel mondo – che, in un recente contributo sulla rivista Wired, ha sostenuto l’idea che i telefonini aiutano l’ambiente ed hanno un effetto positivo sul pianeta.

Un’idea molto diversa da quella che, forse, va per la maggiore e che è sostenuta anche da diverse ricerche, come quella della European Chemical Society che pone l’attenzione sul consumo di energia elettrica (e conseguente uso di combustibili fossili) e sull’estrazione di materiali rari per la produzione degli smartphone, con tutte le conseguenze negative che questo comporta per il pianeta.

Dal canto suo, invece, McAfee sostiene un punto di vista differente basandosi su due considerazioni: una relativa alle caratteristiche intrinseche degli smartphone, l’altra relativa al capitalismo ed ai suoi meccanismi interni.

Rispetto alle caratteristiche intrinseche degli smartphone, McAfee fa notare che la possibilità di avere più oggetti in un solo dispositivo (telefono, calcolatrice, fotocamera, calendario, blocco note, registratore, radio ecc.) determina un fenomeno di “dematerializzazione”, grazie al quale si riducono i materiali necessari al funzionamento economico di una società: questo si traduce in meno metallo, plastica, carta ed altri materiali consumati per la produzione.

Per ciò che concerne il capitalismo, invece, secondo McAfee è nell’interesse delle aziende produrre di più spendendo meno e questo fa sì che si risparmi sulle risorse naturali ed energetiche, sfruttando tecnologie che riducono l’impatto ambientale.

In contemporanea, lo stesso McAfee riconosce che non si tratta di un punto di vista definitivo, poiché la sua analisi non tiene conto di altri fattori come i cicli produttivi e si focalizza su un solo prodotto, per cui ci vorrà più tempo per misurare l’impatto dei telefonini sulla Terra nella sua complessità.

Si tratta comunque di un punto di vista interessante, che in chiave business può suggerire di di ridurre ed ottimizzare le risorse, come mostrato nel libro consigliato dal titolo Azzerare gli sprechi aziendali dell’autore Patrizio Gatti.