La donna più influente del web è italiana e si chiama Chiara Ferragni. Magari un giorno racconteranno la sua storia al cinema, trattandola come una grande diva che ha cambiato la storia e forse è veramente così. A Madrid il 27 giugno la Ferragni ha partecipato alla cena in suo onore al AC Santo Mauro Hotel dove ha ricevuto da «Glamour» Spagna il riconoscimento di donna più influente nel mondo fashion. Il suo successo è stato prodotto dai social: su Instagram ha 16,8 milioni di follower.

Potremmo definire la Ferragni come influencer, ma di fatto è ormai una definizione che sta molto stretta ad una imprenditrice che produce un fatturato di 30 milioni all’anno ed è anche CEO della sua società la Tbs. La compagna del cantante Fedez è una macchina da soldi, tutto grazie all’uso di internet e di un successo che è nato anni fa dal suo blog The Blonde Salad

E se non tutti i blog sono destinati ad avere il successo della Ferragni, è indubbio che un’azienda oggi debba usarlo come strumento trasversale di comunicazione. Debbie Weil ha spiegato l’importanza dei social media e nel suo libro Blog in aziendasi è soffermata sull’utilizzo di questo strumento in più aree di business.

L’autrice si è posta la domanda se i CEO dovessero ‘bloggare’ e, stando all’esempio della Ferragni, la risposta è decisamente “sì”! Alcuni CEO di aziende multinazionali – secondo la Weil – sono sempre nell’occhio del ciclone e qualunque cosa facciano o pensino di fare, è costantemente monitorata e studiata da tutti. “Bloggare” in queste condizione può risultare scomodo o difficoltoso, ma è possibile trovare delle alternative facendo in modo che il blog sia scritto non dal solo CEO, ma da un gruppo di persone che lavorano insieme al CEO e firmino ogni post per far riconoscere le voci diverse.

Bloggare, ricorda l’autrice, è una fonte di benessere interno, un sinonimo di chiarezza e correttezza diffusi attraverso un linguaggio schietto che non vuole tagliare fuori nessuno e che sia dunque comprensibile a tutti.
Il blog del CEO va considerato non come un diario personale, ma come uno strumento di conoscenza utile perché lo farà apparire più accessibile, gli consentirà di seguire da vicino le possibile obiezioni mosse contro la sua società e sarà utile agli utenti, esterni o interni, per affiliarsi ancora di più alla società nella quale lavorano o per la quale fanno il tifo. 

Se ti interessa il tema e vuoi portare profitti in azienda attraverso il blog, il libro Blog in azienda è il testo che fa per te.