Il caldo di giugno non è stato un piacevole compagno di viaggio e molti italiani ne avrebbero fatto volentieri a meno. L’estate torrida provoca insonnia, non lascia dormire e comunque non consente di avere un sonno profondo continuo. Il perché il sonno estivo si riduce è dovuto, secondo gli scienziati, ad una serie di cambiamenti ambientali e climatici che influenzano negativamente il bioritmo umano. 

E se non possiamo controllare i cambiamenti ambientali e climatici, possiamo rispondere al caldo controllando le nostre abitudini: una delle migliori è proprio quella di svegliarsi presto al mattino, fare dell’esercizio fisico e cercare di andare a dormire quando abbiamo raggiunto il limite delle nostre forze.

Come sostiene Hal Urban nel suo libro ‘Quello che Conta’, l’uomo è un essere particolarmente abitudinario e soprattutto è il risultato delle proprie abitudini. Infatti, secondo alcuni psicologi esse determinano il 95% del nostro comportamento. Inizialmente esili come un filo, le abitudini diventano, presto, solide come funi e, in certi casi, prendono il sopravvento e cominciano a plasmare le persone che le hanno generate, come se avessero vita propria. Alcune abitudini sono suscettibili di modifica, altre più difficili da modificare.

E così come per riprendere a dormire bene nonostante il caldo è sicuramente meno facile cambiare le condizioni ambientali e climatiche che cambiare le proprie abitudini (a meno che non si abbia la possibilità di trasferirsi in una località con un clima più temperato), lo stesso vale per tanti altri eventi che si verificano nella nostra vita: in questo senso, il libro di Urban non è solo un’ispirazione per cambiare le nostre abitudini, ma anche una raccolta di lezioni dedicate all’obiettivo della felicità ed al non farsi sopraffare dai messaggi negativi, ma anzi per vederne il lato positivo e coltivabile, imparando così a fare del proprio modo di pensare una scelta continua e consapevole.