Il nuovo spot Barilla “queer” con la superstar Sofia Loren sarà un successo di marketing o no?

Con il famoso Dove c’è Barilla, c’è casa, l’azienda ha saputo posizionarsi in maniera molto netta nella mente degli italiani ed ha fatto della famiglia uno dei suoi target di punta.

Forse qualcuno ricorda ancora la polemica e le scuse del 2013 con la comunità LGBT, scoppiata dopo le dichiarazioni di Guido Barilla rispetto alla scelta di non inserire famiglie omosessuali nelle proprie pubblicità, ma inserendo soltanto la famiglia tradizionale.

Ad oggi, invece, i tempi e le posizioni sembrano essere radicalmente cambiati: l’ultimo spot, infatti, è stato girato in collaborazione con GCDS – il marchio di moda genderless dei fratelli Giuliano e Giordano Calza – ed ha uno scenario ben diverso dagli spot a cui i clienti Barilla sono abituati.

Tra scene metropolitane, parrucchiere, jazz club e auto d’epoca per strada, lo spot di circa un minuto dal titolo Dinner’s ready – tradotto nel video in italiano con È prontorappresenta la giornata degli attori di un cast “queer”, diretti a gustare un gigantesco piatto di spaghetti al pomodoro e basilico a casa di Sofia Loren.

Uno video eccentrico, pieno di colori e personaggi sgargianti e che vede la partecipazione di diversi attori come West Dakota e Violet Chachki e la youtuber transgender Nikita Dragun.

Questo spot è inoltre legato ad un’edizione limitata di pasta Barilla creata sempre da GCDS – disponibile in più di 90 punti vendita di Esselunga – e che presenta una scatola fucsia invece del classico colore blu.

Questo nuovo spot sarà dunque un successo di Marketing o no? Quale sarà la risposta dei clienti Barilla?

Esprimersi ora sarebbe prematuro ed il fatto che il prodotto sia in edizione limitata non consente di fare valutazioni di più ampio respiro.

Per quanto è possibile misurare finora, lo spot pubblicato il 16 ottobre 2019 sul canale YouTube GCDS (1210 iscritti) – e non su quello Barilla (25400 iscritti) – ha raggiunto quasi 2 milioni e mezzo di visualizzazioni. Staremo a vedere se si tratta di “vanity metrics” o se questa mossa di Barilla porterà risultati importanti: il consiglio di lettura è ancora una volta Le 22 immutabili leggi del marketing di Al Ries e Jack Trout.