Aaron Craft, il talento che ha detto addio al Basket per diventare medico | OneMinuteClub

Aaron Craft, il talento della serie A del basket italiano in forza alla Dolomiti Energia di Trento, ha deciso di dire addio al basket e diventare medico.

Con una scelta decisa e che avrà stupito non pochi tifosi, il talento statunitense ha comunicato che la stagione 2019-2020 sarà la sua ultima stagione come professionista del basket e che dal prossimo anno sarà uno studente della Ohio State University, l’università più grande degli Stati Uniti che è stata anche il suo trampolino di lancio nel mondo della pallacanestro.

 « La passione per la medicina è qualcosa che coltivo da bambino perché amavo matematica e scienze. Ora mi affascina il fatto che richieda di coniugare talento e dedizione. Alla fine della mia vita spero di essere stato più di un giocatore che si tuffa per recuperare un pallone. Il mio obiettivo è aiutare gli altri e servire al meglio la società in cui vivo. Ci sono diversi modi per farlo, certamente, ma il percorso di medicina è quello che più mi si addice e può offrirmi l’opportunità di vivere un’esistenza che non sia solo concentrata su me stesso » ha dichiarato Craft.

28 anni, una laurea in Scienze dell’alimentazione nel 2014, Craft cambia vita dopo una carriera tra Stati Uniti, Principato di Monaco, Montenegro ed Italia. Già nel 2016-17 accettò di continuare a giocare a basket, posticipando il ritiro, « ma ora, davvero, non saprei cosa potrebbe farmi tornare indietro. Ho deciso di giocare un altro anno perché a gennaio è nato mio figlio Owen, volevo che Amber potesse occuparsi di lui senza pensieri prima di cercare un lavoro ».

Non è la prima volta che un talento decide di abbandonare lo sport per dedicarsi ad altro nella vita e forse per Craft è stata una scelta non facilissima, ma sicuramente voluta: il consiglio di lettura, per chi è davanti a scelte importanti che non ha ancora preso, è il libro Basta! scritto da Seth Godin, che aiuta a capire quando è il momento giusto per mollare ed evitare di rimanere incastrati in un vicolo cieco.