La storia del calcio è costellata di grandi dualismi: sia a livello di squadra con i derby e le tifoserie avverse, sia a livello individuale con i grandi campioni amati ed odiati dal pubblico.

Negli anni ‘70 la lotta era Cruyff-Beckenbauer, nella storia di sempre Maradona-Pelè e in questi anni Cristiano RonaldoLionel Messi, due campioni molto diversi che spaccano in due i tifosi e non solo su chi sia il più forte.

Stavolta, però, a rispondere alla domanda sul più forte non sono né i tifosi, né i grandi opinionisti sportivi: la risposta arriva direttamente da un algoritmo scientifico.

L’Università di Lovanio, in collaborazione con la startup olandese SciSport, ha infatti realizzato un algoritmo di analisi scientifica delle prestazioni dei due campioni durante tutte le partite di campionato dal 2013 al 2018 valutando passaggi, assist, dribbling e tutte le azioni di gioco, assegnando ad ognuna un voto rispetto alla possibilità di segnare un gol.

Il motivo di questa scelta sta nel fatto che « il valore di un calciatore è spesso determinato in base agli assist e ai gol realizzati. Ma il gol è un evento raro, perché una partita è fatta da una media di 1.600 azioni. Il nostro modello analizza ogni singola azione – tiri, passaggi, dribbling, contrasti – e calcola il loro valore singolo », come spiegato da Jesse Davis, uno dei professori a capo dell’analisi.

Chi è quindi il più forte tra Ronaldo e Messi? Secondo l’algoritmo corredato dall’indice Vape (Valuing actions by estimating probabilities), il verdetto è molto più netto di quanto non sia quello del pubblico: con una media di 1.21 contro 0.61, Lionel Messi vince nettamente lo scontro col suo storico rivale.

Uno studio molto interessante per i parametri scelti e per il focus non sui risultati in sé (i gol), ma sulle azioni che portano a questi risultati: un focus utilissimo, che ritroviamo anche nel libro di Jim Rohn dal titolo 7 strategie per la ricchezza e la felicità e che rappresenta una delle chiavi del successo personale.

 

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