Nel 2015 Umberto Eco parlando di internet disse: “I social media danno parola ad una legione di imbecilli”. A distanza di quattro anni il web ha sempre più preso piede ed oggi possiamo aggiungere anche che su internet “l’ignoranza diventa saccenza”.
Basta scrivere su Google una la parola che ci interessa per ottenere la risposta e magari sentirci “esperti” su di un determinato argomento. Internet ha reso tutti più informati, ma c’è anche chi vuole fare il “tuttologo”.

Non è raro, infatti, allungare l’occhio sui social e vedere le maree di commenti ad un post, dove con tante persone esprimono la propria opinione, anzi, la loro certa verità con saccenza… e se ne compiacciono.

Nulla di male nell’essere sicuri di qualcosa che abbiamo verificato: il problema è quando si diventa saccenti e si cade nell’autocompiacimento facendo i “leoni da tastiera” 

Ma che cosa c’è veramente alla base di questo tipo di autocompiacimento?

A dare una spiegazione è John P. Kotter il massimo studioso di cambiamento organizzativo, che tratta il tema nel suo libro È ora di cambiare. L’autocompiacimento secondo Kotter è uno stato di quiete, di non mobilità dettato dalla convinzione che non ci sia alcuna necessità di cambiare o di aderire al cambiamento: ‘le conquiste del passato hanno favorito pigrizia ed arroganza’. Esso ha origine da vittorie reali o percepite, dalla convinzione delle persone di sapere cosa e come vada affrontata una data situazione. Il comportamento adottato è generalmente di immutabilità, di conseguenza vengono ignorate le opportunità ma anche i pericoli.

Prendendo spunto dalla teoria di Kotter, possiamo capire che su internet l’autocompiacimento sfora alle volte nell’arroganza e nella presunzione e, se una delle caratteristiche principali di un leader è proprio la flessibilità, compiacersi delle proprie idee e fissarle una volta per tutte può sembrare efficace nel breve termine, ma diventa un danno nel lungo termine.

Per evitare il tranello dell’autocompiacimento e per migliorare la tua capacità di gestire i cambiamenti, ti consigliamo caldamente la lettura di ‘È ora di cambiare’.