Il Network Marketing è una truffa o no?

Si sente spesso parlare di Network Marketing ed una delle critiche più diffuse è proprio il suo essere associato alla truffa. Come mai accade questo e perché è così discusso? Ecco alcuni spunti su che cosa c’è da sapere sul Network Marketing.

Partiamo dalla definizione: sappiamo che “network” significa rete e “marketing” significa commercializzare. È chiaro che una delle attività essenziali di questo lavoro consiste proprio nel creare una propria rete commerciale.

Nel Network Marketing, infatti, una persona guadagna in prima battuta dalle commissioni sulle vendite dei prodotti e/o servizi dell’azienda con cui collabora, in secondo luogo dalle percentuali sulle vendite della propria rete commerciale ed infine da bonus ed altri incentivi offerti dall’azienda di cui vende i prodotti e servizi.

Facciamo un esempio per intenderci.

Daniele fa parte di un’azienda di Network Marketing che vende prodotti per la casa e guadagna una percentuale per ogni vendita che effettua.

Anche Rosanna fa parte di questa azienda ed è entrata proprio tramite Daniele: per questo motivo, ogni volta che Rosanna conclude una vendita, Daniele riceve una percentuale.


Questo è il principio base su cui si basa la rete commerciale del Network Marketing, che può estendersi a più livelli e che può comprendere, come già detto, anche bonus ed altri incentivi.

Già da questo principio si può fare una prima osservazione sul perché il Network Marketing sia tanto discusso e spesso associato alla “truffa”.

In primo luogo, questo accade in quanto la persona che entra a far parte di un’azienda non ha il controllo diretto della stessa (ci sono stati casi di aziende che hanno chiuso i battenti improvvisamente senza pagare le commissioni ai loro venditori).

In secondo luogo, spesso sono stati messi sullo stesso piano il Network Marketing – che ha come focus la vendita di prodotti e servizi e di cominciare a lavorare per un’azienda senza investire grosse somme di denaro – e lo schema Ponzi – che non ha come focus la vendita di prodotti o servizi, ma il reclutamento di nuovi venditori che devono investire somme di denaro abbastanza importanti per cominciare a lavorare per l’azienda .

Allo stesso tempo, va detto che non si può generalizzare ed è bene specificare che le attività di Network Marketing in Italia sono disciplinate dalla Legge n. 173 del 17 agosto 2005, n.173, con particolare riferimento all’articolo 5 che vieta le cosiddette “catene di Sant’Antonio”.

Ci sarebbe molto altro da dire ed una delle cose utili da fare – per chi vuole approfondire – è sicuramente raccogliere informazioni, ascoltare sia chi è a favore che chi è contro e, soprattutto, di confrontarsi con chi ha esperienza diretta, dati, numeri e a supporto. Senza trascurare di valutare, a monte, la propria capacità di creare una rete commerciale.
In conclusione, se una delle aziende più quotate di Network Marketing è riuscita ad avere come testimonial un personaggio del calibro di Cristiano Ronaldo e se un autore bestseller come Robert Kiyosaki ha dedicato al tema uno dei suoi ultimi libri dal titolo Il Business del 21° secolo (disponibile su One Minute Club), non si può non dire che non si tratti di un fenomeno molto diffuso ed utile da conoscere come segno dei nostri tempi nel business.