Ha lo stesso sapore dei gustosi hamburger tradizionali, lo stesso aspetto e fa anche il sughetto rosso quando la schiacci per dare un morso. Con una sola differenza: è senza carne… e nel 2019 ha fatto il boom!

Secondo le stime di Barclays, l’industria della carne “senza carne” è cresciuta quest’anno del +11% solo negli USA e può conquistare il 10% del mercato globale nel prossimo decennio con una produzione fino a 140 miliardi di dollari.

Le ragioni di questa crescita sono molteplici e vanno dalla cura della propria salute, all’impegno nella riduzione dell’impatto sull’ambiente degli allevamenti, alla scelta di evitare le sofferenze degli animali, così come alle scelte di gusto o di orientamento vegetariano o vegano.

I consumatori quest’anno hanno dimostrato che apprezzano molto questa carne che ricrea gusto ed aspetto degli hamburger tradizionali con un mix di 20 ingredienti tra cui vitamine, acqua, lipidi, amminoacidi: basti pensare che le azioni di uno dei principali produttori Beyond Meat ha registrato un aumento del +436%.

Ed oltre ai due principali player dell’industria “senza carne” – Beyond Meat appunto e Impossible Foods – stanno entrando anche big player come Nestlé e Tyson Foods, quest’ultima leader delle carni tradizionali negli USA.

Ed il futuro non sarà meno ricco di novità, poiché sono alle porte anche prodotti a base di cellule staminali e stampa 3D per alimenti: novità che, entro 5 anni, consentiranno – secondo il parere di Carlo Alberto Redi, professore di Zoologia e Biologia dello sviluppo all’Università di Pavia e presidente del Comitato etico della Fondazione Umberto Veronesi – di avere cibi dalla provenienza sicura ed ottimi per la salute, modificati nelle loro proprietà nutrizionali agendo direttamente sul genoma.

Uno scenario ricco ed innovativo, che porterà cambiamenti forse anche nelle nostre scelte alimentari, molto importanti per ottenere risultati nel lavoro e nella vita: se il tema ti interessa e vuoi migliorare il tuo livello generale di salute, considera di aggiungere al menù anche il libro La salute del manager scritto dagli autori J. Campbell Quick, C.L.Cooper, J.H. Gavin, J.D. Quick.