Google ha detto basta, non produrrà più più Tablet ed eviterà di fare concorrenza all’iPad di Apple, che assieme ai device della Samsung è ormai il principale player del mercato. 

Secondo quanto dichiarato da un portavoce della compagnia, la produzione di due tablet che sarebbero stati i successori del Pixel Slate da 12,3 pollici lanciato nel 2018 è stata arrestata. È stato spiegato che i prodotti, nei test di qualità, non rispettavano gli standard di Google e si è così deciso di fermare la produzione e non continuare una concorrenza che stava diventando davvero complicata.

Google è stata così lungimirante, decidendo di non sprecare risorse economiche, che possono così essere reinvestite in altre attività del gruppo: la decisione presa da Mountain View è dunque razionale e può essere analizzata in modo più dettagliato seguendo le idee di Donald Keough, che, nel libro ‘I dieci comandamenti per fallire’ dà indicazioni molto utili per evitare di far fallire un business. 

Essere chiari sopra ogni cosa, suggerisce l’ex presidente del gruppo Coca Cola: questo comandamento è uno dei più importante, ma tra i meno seguiti. La chiarezza evita di incorrere in gravi errori di incomprensione che creano malcontenti e malumori ed impediscono le normali e redditizie attività. L’esempio di Google cade ‘ad hoc’ e ci fa capire quanto sia importante non solo avere chiarezza, ma anche essere flessibili nelle scelte.

Chiarezza e flessibilità: due elementi importanti che insieme ai ‘I dieci comandamenti per fallire’ possono supportare con successo le scelte strategiche ed evitare i fallimenti nel business, soprattutto perché non sono frutto di teorie e riflessioni di chi non è sceso mai in campo nel business, ma sono il frutto del lavoro di un businessman che ha lavorato per grandi multinazionali ed ha scelto di scrivere un libro in controtendenza, partendo non da “che cosa fare per avere successo”, ma innanzitutto da “che cosa evitare per fallire”.