Viene dalla Pennsylvania e sta per portare un grande cambiamento nei test farmaceutici: è un occhio in 3D fatto con cellule umane che riproducono cornea e congiuntiva e, forse, in futuro sostituirà anche i modelli animali negli studi e nei test.

Un occhio all’apparenza quasi di “fantascienza”, capace di aprirsi e chiudersi ed anche di ammiccare. Può inoltre replicare il naturale battito delle palpebre, le lacrime artificiali. A renderlo noto è stato lo studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine, coordinata dal gruppo di ricerca del Prof. Dongeun Huh, con un corposo articolo di 16 pagine dal titolo Multiscale reverse engineering of the human ocular surface, ovvero “Ingegneria inversa multiscala della superficie oculare umana”.

Il modello è nato grazie alla riproduzione della geometria e della composizione cellulare degli strati più esterni dell’occhio. In una prima fase sono state coltivate le cellule derivate da cornea e congiuntiva, in una seconda fase c’è stato l’inserimento in una piattaforma capace di imitare il battito spontaneo delle palpebre. Un processo molto complesso e ancora da migliorare, ma che rappresenta già un grande passo avanti nella ricerca.

I benefici, come abbiamo anticipato, sono la possibilità di testare farmaci – come fatto con un modello che riproduce l’occhio secco – e di fornire un’alternativa alla sperimentazione animale nella fase di screening.

È pur vero che ci vorrà il tempo necessario ad implementare vasi sanguigni, terminazioni nervose e cellule del sistema immunitario, ma la strada aperta da questo studio rappresenta davvero una grande innovazione nello screening biofarmaceutico ed anche nella sensibilizzazione sulla sperimentazione animale.

E come accade spesso, i tempi delle innovazioni sono legati a processi di cambiamento coinvolgono sia la ricerca e le tecnologie, sia gli aspetti sociali e culturali di riconoscimento ed uso delle nuove scoperte: processi di cambiamento che talvolta vanno accelerati, come fa notare in modo molto avvincente John Kotter nel suo libro È ora di cambiare.