Non ha fatto in tempo a diventare protagonista sui social e sui media, che la vicenda “treccine blu” si è chiusa nel migliore dei modi spegnendo le polemiche.

La notizia è rimbalzata un po’ ovunque, forse per la sua singolarità: la preside di un istituto scolastico di Scampia, a Napoli, ha vietato l’ingresso a scuola ad uno studente per via del suo taglio di capelli, rasato e con delle lunghe trecce blu particolarmente vistose.

Un divieto che ha generato polemiche, sia per il successivo diverbio tra la madre dello studente – il 13enne Lino – e la preside Rosalba Rotondo dell’istituto di Scampia di Alpi Levi, sia per la segnalazione fatta dalla nonna del ragazzo al consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli.

Il caso ha diviso l’opinione pubblica, in parte favorevole alla scelta della preside – che guida l’istituto da oltre 30 anni e ne ha fatto un’avanguardia nel quartiere Scampia, combattendo la dispersione scolastica e creando iniziative di grande respiro – coerente con le regole dell’istituto, così come in parte contraria alla scelta perché considerata discriminatoria e lesiva del principio di libertà personale.

Ma alla fine, la vicenda si è conclusa senza bisogno attendere provvedimenti burocratici o sollevazioni popolari: ci ha pensato proprio il giovane Lino, decidendo di tagliare le treccine e rientrare immediatamente a scuola dove, oltre ad essere un bravo studente, pare sia anche un valido pianista in erba e presto si esibirà con altri alunni al Teatro San Carlo di Napoli. Felicissima la preside, che ha accolto la decisione di Lino come  « uno dei momenti più belli della mia vita professionale. Anzi, della mia vita e basta ».
Per citare alcuni famosi proverbi, se l’abito fa il monaco… tutto è bene ciò che finisce bene: la lettura consigliata di oggi, perfettamente in tema con questa vicenda, è il libro di Cinzia Felicetti dal titolo L’abito fa il manager, una guida per uomini e donne per evitare errori grossolani in fatto di stile.