The Last Dance, Netflix e l’infinito Michael Jordan | OneMinuteClub

The Last Dance, il documentario di Netflix su Michael Jordan, non è soltanto la serie più vista su Netflix Italia, ma un’occasione per considerare di nuovo non solo il grande campione, ma la leggenda del basket (e forse anche del business) che, dopo oltre 20 anni dall’ultima discesa in campo, si conferma sulla cresta dell’onda.

Nel documentario, prodotto da ESPN e “riaperto” dopo anni (erano già state girate oltre 500 ore di scene e solo qualche anno fa è stata autorizzata la produzione), Michael Jordan non solo viene celebrato nella sua eccellenza sportiva e non, ma anche in aspetti inediti (come la sua aggressività agonistica, il suo parco di automobili speciali) lungo la sua ultima annata sportiva nei Chicago Bulls.

«This is the last dance (questo è l’ultimo ballo). Questo mi diceva Phil a inizio anno. Abbiamo giocato sapendo che era l’ultima volta. È servito però per concentrarci, per essere certi di finire nel modo giusto», questa la descrizione data da Jordan, che non ha bisogno di spiegazioni per un atleta che è stato capace non solo di vincere, ma di stravincere con un livello di “ossessione” per la vittoria unico nel suo genere.

In un nostro articolo pubblicato lo scorso anno, abbiamo riportato i dati di Forbes a conferma di una vittoria schiacciante di Jordan nelle vendite delle scarpe da ginnastica: 130 milioni di dollari, seguiti dai “soli” 32 milioni di Lebron James. 

A pochi giorni dall’ultima puntata di The Last Dance non sappiamo ancora quale impatto avrà il successo della serie sul brand Jordan, ma è certo che quest’ultimo prodotto conferma l’importanza di ispirarsi ad atleti e businessman del calibro di Jordan, che ad un’eccellenza assoluta nella sua disciplina ha saputo unire elementi come branding, storytelling, marketing creando una leggenda infinita.

Se questi temi ti interessano e vuoi comprendere ciò che fa di un campione una leggenda, clicca qui per partecipare al prossimo webinar del Dr Roberto Castaldo.