Come fanno le grandi multinazionali a ridurre i costi?

Si guarda spesso alle multinazionali come ad un modello da seguire sotto diversi aspetti del business. Studiare le loro strategie ed i loro piani può essere uno spunto per piccole e medie imprese così come per professionisti, anche per ridurre i costi.

Non sempre è facile guardare nel dietro le quinte di grandi multinazionali ma… non è questo il caso! Mitsubishi, infatti, ha pubblicato su Forbes un interessante articolo con 5 strategie di successo per ridurre i costi.

Si tratta di 5 strategie applicate al settore delle compagnie aeree per ridurre i costi di manutenzione che, con i dovuti accorgimenti, possono essere prese a modello per il proprio business: vediamole nel dettaglio.

Premessa: la gestione di una compagnia aerea è un’attività in sé costosa ed i guasti determinano alti costi ed alti rischi. 

Secondo le statistiche dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile delle Nazioni Unite, il costo orario medio di manutenzione di un Boeing 757-200 è maggiore dei costi operativi in servizio, mentre a livello globale il settore di manutenzione, riparazione e revisione di aeromobili sta crescendo da 118 miliardi di dollari attuali a 154 miliardi del 2025.

In più, la concorrenza tra compagnie è in aumento e i prezzi dei biglietti sono in calo.

Davanti a questo scenario, Mitsubishi ha adottato 5 strategie per ridurre i costi di manutenzione che sono:

  1. Ottimizzare la progettazione, il design ed il tipo di aeromobile tenendo conto di fattori come età, prezzo e previsioni di crescita.

    In questo modo, Mitsubishi ha messo a punto SpaceJet, il primo velivolo che col minor consumo di carburante della sua categoria e con meno i costi di manutenzione e operativi per viaggio.

  2. Prevedere l’inevitabile, usando sistemi di monitoraggio della salute degli aerei (AHMS) che prevengono gli incidenti – e che sono ancora in una fase iniziale di sviluppo rispetto alle già note scatole nere, che analizzano invece gli incidenti avvenuti – ed anche interventi di manutenzione “semplici”, così da evitare spese superiori per danni non riparati in tempi e contesti adeguati.

  3. Far lavorare l’hi-tech con sistemi robotici e droni per eseguire ispezioni digitali, riducendo da 6 ore ad 1-2 ore i tempi per revisionare un aereo, senza contare la sicurezza per gli ingegneri che lavorano direttamente con le immagini ad alta risoluzione fornite dai droni (senza salire in aereo) e possono sostituire le parti difettose con la stampa 3D.

  4. Mantenere una forza lavoro altamente qualificata dinanzi alla richiesta di circa 769 mila nuovi ingegneri di manutenzione secondo il Pilot & Technician Outlook 2019 di Boeing, creando anche un ponte di trasferimento delle conoscenze tra gli ingegneri che stanno a fine della loro carriera ed i più giovani, per supportare sia i velivoli legacy che quelli moderni.

  5. Collaborare efficacemente con i fornitori, creando partnership e trovando chi comprenda le esigenze e le aspettative della compagnia aerea e sia, soprattutto, capace di elaborare strategie a lungo termine.

In definitiva, Mitsubishi conclude indicando che le compagnie aeree che prospereranno saranno quelle che innoveranno costantemente, restando all’avanguardia e promuovendo al contempo forti collaborazioni per aiutarli a realizzare la loro visione.

Spunti molto interessanti, che ognuno può declinare ed applicare nel proprio business, magari col supporto della lettura di Scaling Up! di Verne Harnish, un libro che offre un contributo ulteriore al salto di qualità che ogni piccola-media azienda tenta di fare per diventare “grande”.