«Pochi clienti? Aiutiamoli a cambiare lavoro», la gaffe della viceministra Castelli sui ristoratori | OneMinuteClub

«Questa crisi ha spostato la domanda e l’offerta. Le persone hanno cambiato il modo di vivere e bisogna tenerne conto, bisogna aiutare le imprese, gli imprenditori creativi a muoversi su nuovi business, che sono quelli che sono nati (perché ce lo possiamo dire che sono nati diversi) […] se una persona decide di non andare più a sedersi al ristorante, bisogna aiutare l’imprenditore a fare un’altra attività, a non perdere l’occupazione e va sostenuto anche nella sua creatività che magari ha visto che c’è un nuovo business che può affrontare».

Si è espressa così la viceministra dell’economia Laura Castelli durante un intervento televisivo al Tg2 Post, a proposito della crisi economica post Coronavirus che sta coinvolgendo particolarmente il settore della ristorazione.

Un intervento che non è passato per nulla inosservato e che, anzi, ha generato non pochi commenti negativi.

E se quelli degli avversari politici fanno parte delle “regole del gioco”, i commenti positivi e negativi dei ristoratori meritano attenzione e sono un interessante spunto di analisi della comunicazione.

In un articolo de Il Corriere della Sera, lo chef stellato e giudice di MasterChef Italia Giorgio Castelli ha dichiarato: «Mi piacerebbe non dare ragione alla viceministra Castelli ma c’è una buona quantità di verità in quello che dice. Non è un approccio gentile, è un approccio a gamba testa, ma è reale», mentre lo chef Gianfranco Vissani su Il Secolo d’Italia ha commentato dicendo: «Dovrebbe cambiare mestiere lei, perché non è all’altezza di giudicare! Si dovrebbe vergognare di quello che ha detto. Dovrebbe cambiare mestiere lei, non i ristoratori che hanno il 13% del Pil. Lei prende lo stipendio dallo Stato, o bene o male che faccia. Dovrebbero cominciare a pagare i debiti che lo Stato ha, con me ad esempio, che non sono stati mai saldati da vent’anni».

Ma il dato più importante, in termini di analisi della comunicazione, non è la maggioranza dei commenti negativi, quanto il fatto che la viceministra ha dovuto pubblicare un post di chiarimento dopo le polemiche, con un post scriptum nel quale ha riportato «questo è quello che ho veramente detto sul tema, e la citazione del ristorante, ovviamente, è un esempio e non un attacco alla categoria, come strumentalmente qualcuno ha voluto far intendere».

Osservati i fatti dal punto di vista della comunicazione efficace, secondo la quale una comunicazione è efficace se raggiunge il risultato voluto, è evidente che – a meno che non avesse come obiettivo di generare effettivamente una polemica (il che sarebbe in contraddizione col pubblicare un post di chiarimento) – la viceministra ha attuato una comunicazione poco efficace, sicuramente migliorabile in diversi aspetti.

E se la comunicazione efficace è importante in politica, lo è ancor di più nell’imprenditoria, che ha “regole del gioco” diverse da quelle politiche e nella quale, se un imprenditore nel settore della consulenza proponesse ad un suo cliente di cambiare attività perché si trova in difficoltà in quella che attualmente svolge, andrebbe incontro a conseguenze ben diverse da quelle della gaffe politica a cui abbiamo assistito.

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