Nessuna impresa deve fallire: si intitola così lo studio del mese di Aprile pubblicato sul sito di Cerved, l’agenzia italiana di informazioni commerciali e di rating che dall’inizio dell’emergenza Coronavirus ha messo a disposizione su Cerved Know dati ed analisi rilevanti per fronteggiare le difficoltà del lockdown.
Nell’articolo introduttivo allo studio pubblicato sul sito, sono 3 i dati di partenza che lo studio mette in evidenza:
- Una diminuzione dei ricavi rispetto al 2019 stimata intorno al -18% con un calo del fatturato fino a -640 miliardi nel 2021.
- Un aumento della quota delle imprese a rischio stimato fino al 33%, rispetto al 14% antecedente al lockdown.
- Una crisi di liquidità per circa 100-145 mila imprese stimate, per un impatto su circa 3 milioni di lavoratori, pari a circa il 30% dell’occupazione nelle imprese italiane.
Non mancano ovviamente le previsioni rispetto alle soluzioni, per far sì che davvero nessuna impresa sia costretta a chiudere per via di questa emergenza. Lo studio Cerved individua infatti una liquidità di 30-80 miliardi di euro per difendere e supportare gli imprenditori e le aziende italiane: una cifra che andrebbe messa subito a disposizione delle imprese, poiché si prevede che circa la metà delle aziende avranno difficoltà di cassa già a partire dalla fine di aprile.
A partire da questa immissione di liquidità, Cerved individua nell’uso dei big data e del digitale gli strumenti per attuare altre misure a supporto delle imprese (ad esempio nel riavvio della produzione o nell’uso delle risorse pubbliche) tra cui, non ultima, il pagamento dei debiti commerciali della Pubblica Amministrazione alle imprese che, stando ai dati della Banca d’Italia, è debitrice nei confronti delle imprese di circa 53 miliardi di euro.
Lo studio è consultabile gratuitamente sul sito know.cerved.com ed è un buon riferimento per avere un quadro “macro” degli interventi a supporto delle imprese.



