Se la privacy è un tema di assoluto rilievo, lo è ancora di più in questa vicenda che coinvolge un colosso come Google ed il pubblico delicato dei bambini.

Stando a quanto riportato dai media americani, l’azienda di Mountain View è pronta a patteggiare con le autorità americane una multa compresa tra i 150 ed i 200 milioni di dollari per aver violato la privacy dei bambini con YouTube.

L’accusa nasce dal fatto che YouTube avrebbe raccolto – senza il consenso dei genitori – i dati dei minori per poi fornire servizi di pubblicità personalizzata: esiste infatti la legge Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA), secondo la quale è vietato tracciare gli utenti di età inferiore ai 13 anni. 

A quanto pare, però, Google l’ha violata, pur introducendo alcune limitazioni nel 2015 con YouTube Kids, che evidentemente non sono bastate ad evitare reclami alla Federal Trade Commission – prima nel 2017 e poi nel 2018 da parte di gruppi di difesa di minori, studi legati ed associazioni a difesa dei consumatori – e che stanno portando alla multa più alta mai pagata per la protezione dei minori online. Secondo i media americani, la FTC avrebbe già dato parere positivo al patteggiamento e si aspetta l’ok finale del Dipartimento di Giustizia.

Una multa che, sebbene sia di portata storica, non incontra il favore dell’accusa: Josh Golin, direttore esecutivo della campagna per un’infanzia senza pubblicità, sostiene infatti che i membri della FTC  « avrebbero dovuto fissare un’ammenda necessaria da un lato a garantire condizioni di parità e dall’altro a fungere da deterrente per future violazioni del COPPA. Un simile provvedimento non è funzionale a nessuno dei due scopi. Il range di 150-200 milioni di dollari è l’equivalente di 2-3 mesi di ricavi da annunci».

Una vicenda controversa, che riporta l’attenzione sulla privacy anche per le piccole e medie imprese italiane, che hanno risorse e problemi differenti rispetto a Google: il consiglio di oggi è di evitare questi ed altri Errori di Gestione, ai quali il Dr Roberto Castaldo ha dedicato un’intera categoria nella sua formula di gestione del business.