Manager Vs. Robot “senzienti”: la maggioranza dice NO! | OneMinuteClub

Manager italiani che gestiscono robot “senzienti”, padroneggiano l’intelligenza artificiale e portano avanti innovazioni di processo, prodotti e servizi. Sembra un’immagine realistica ed avvincente di un prossimo futuro, ma proprio i protagonisti di questo quadro non sembrano essere disposti a realizzarla.

Il dato risulta dalla ricerca condotta da Dell Technologies e dall’Institute for the Future (IFTF) dal titolo The Future of Connected Living, che ha preso in esame l’impatto delle tecnologie emergenti sulle nostre vite entro il 2030, con interviste effettuate su un campione di oltre 4.600 imprenditori e manager in oltre 40 Paesi del mondo, Italia compresa.

Secondo quanto rilevato dalle interviste italiane, la maggior parte dei dirigenti italiani non è d’accordo a potenziare le tecnologie che consentono di controllare i computer attraverso l’uso della mente umana: si tratta del 63% degli intervistati contrari, a fronte di un 37% che si è detto favorevole.

Più in generale, invece, il 73% degli intervistati si è schierato a favore di una collaborazione tra la componente umana e la componente tecnologica, allo scopo di superare i limiti umani. Un risultato comprensibile, dal momento che la maggior parte dei leader intervistati a livello mondiale ha già messo in conto di vivere in città fatte di reti di “oggetti intelligenti”, dove ciascuno di noi userà una sorta di “sistema operativo” capace di predire i nostri bisogni e le nostre attività quotidiane.

E se la maggioranza dei manager italiani dice NO ai robot “senzienti”, secondo Filippo Ligresti, VP & GM Commercial Sales di Dell Technologies Italia, non c’è da preoccuparsi, perché non si tratta di un rifiuto della tecnologia, ma della scelta di porre al centro l’elemento umano:

« La trasformazione digitale e le tecnologie emergenti stanno avendo impatti rivoluzionari sulle imprese di tutte le dimensioni, ma anche sul modo in cui viviamo le nostre vite quotidiane […] Tuttavia, e per fortuna, emerge chiaramente dai feedback degli imprenditori e dei manager italiani l’esigenza di far rimanere centrale l’elemento umano. L’individuo, quindi, come punto di riferimento costante rispetto all’evoluzione sempre più veloce della tecnologia, che ne rimane al servizio ».
Un’indicazione, quella di Ligresti sull’elemento umano, assolutamente condivisibile e che si può approfondire con i libri della categoria Persone nel catalogo One Minute Club.