Vietato sognare in Italia? Il curioso caso studio di LinkedIn | OneMinuteClub

Quanto siamo capaci, noi italiani, di sognare pensando al futuro? Come percepiamo gli ostacoli e le opportunità rispetto ai nostri obiettivi? 

Secondo uno studio di LinkedIn, la risposta non è per niente positiva: sembra quasi che sia “vietato sognare” in Italia, specialmente se ci si confronta con quanto viene rilevato nel resto del mondo.

LinkedIn ha infatti condotto una ricerca dal titolo LinkedIn Opportunity Index 2020, intervistando oltre 30 mila adulti (18-65 anni) in 22 Paesi del mondo ed analizzando 7 specifici fattori percettivi delle condizioni socio-economiche, dello stile di vita e delle opportunità di mercato.

Stando ai risultati dell’Index, l’Italia si è posizionata ultima riguardo alla percezione delle disponibilità di opportunità sul mercato e penultima in quanto a fiducia nel successo. Un dato effettivamente negativo, forse non esaustivo delle reali condizioni del nostro Paese (basta notare il campione numerico degli intervistati), ma da tenere in considerazione in relazione ad altri fattori.

Ad esempio, l’emergere di maggiori preoccupazioni per la salute (16%) e per la qualità dell’istruzione (9%), avvertite dagli italiani in maniera più marcata rispetto ad altri popoli europei. Oppure, il considerare l’impegno nel lavoro (81%) ed il livello di istruzione (80%) come gli elementi più significativi per realizzarsi nella vita.

LinkedIn, invece, è sostanzialmente ottimista: «È rassicurante vedere come, nonostante il contesto di incertezza in merito a tutto ciò che sta accadendo nel mondo, le persone siano ancora fiduciose rispetto alle loro opportunità personali per realizzarsi»: questo il commento di Karin Kimbrough, Chief Economist di LinkedIn, riportato da un articolo dell’Ansa. «Tuttavia, sappiamo anche che il modo in cui viviamo e lavoriamo sta cambiando rapidamente e che le persone in tutto il mondo dovranno adattarsi per cogliere le opportunità offerte dalla nuova situazione economica. Spetta a ognuno di noi creare un ambiente che aiuti le persone a realizzare le proprie ambizioni, incoraggiarle a correre rischi o a investire in se stesse in modo da aumentare le proprie competenze e la propria esperienza, nonché sviluppare reti che le aiutino a ottenere il lavoro che desiderano».

Nonostante il punteggio italiano nell’Index, non si può non accogliere l’invito a focalizzarsi sulle proprie risorse ed a cambiare la visione del “proprio” modo di affrontare la vita: il consiglio di lettura, in questo senso, è il libro del grande Stephen R. Covey dal titolo First Things First, un classico dello sviluppo personale ed un ottimo strumento per sviluppare la fiducia.