Arriva un’altra conferma di un’evidenza del mondo business e della crescita personale: il lavoro può battere il talento.

Questa volta, però, a darne la conferma non è un imprenditore di successo, ma uno sportivo proveniente da uno sport dove le caratteristiche fisiche e la genetica sono state, fino a qualche tempo fa, considerate predominanti.

Ricky Rubio, fresco vincitore del mondiale di Basket 2019 con la nazionale spagnola, MVP (Most Valuable Player, ovvero giocatore di maggior valore) della competizione ed attualmente assistman record nella storia di questo sport, ha infatti parlato dell’importanza del lavoro in un lungo servizio apparso sulla rivista El Pais.

All’interno del servizio, nel quale Rubio ha ripercorso i fasti di una carriera di successo già da giovanissimo – a soli 17 anni è stato uno dei più giovani finalisti olimpici nel Basket – è emerso quanto, a differenza che in Europa, nella NBA americana ci sia grande attenzione al lavoro, all’allenamento ed al miglioramento continuo: « questo aspetto in Europa è molto meno enfatizzato e i giocatori non hanno il fuoco dentro che li spinge ad allenarsi un’estate per migliorare il proprio gioco, le proprie lacune e arrivare al massimo livello possibile ».

In particolare, Rubio ha riportato due esempi molto rilevanti: il primo è una citazione di Kevin Durant: « il lavoro vince sul talento se il talento non lavora a sufficienza », il secondo viene dal famoso “tiro ad occhi chiusi” di Michael Jordan, che Rubio commenta così: « voi potete pensare che Jordan quando ha tirato il libero a occhi chiusi fosse superficiale, invece ha raggiunto una tale confidenza con il lavoro e le infinite ripetizioni dello stesso movimento, che per lui è diventato automatico. Non aveva bisogno di guardare perché il movimento era acquisito e ripetuto talmente tante volte che gli sarebbe bastata solo la memoria muscolare. Spesso ci preoccupiamo troppo di un tiro libero decisivo ad esempio, ma se sappiamo di aver lavorato al massimo, ripetuto migliaia e migliaia di volte quel movimento, siamo nella situazione perfetta per segnarlo…perché l’allenamento è tutto ».

Questi esempi sono perfettamente in linea sia con quello che su One Minute Club intendiamo come Talento – secondo il modello di gestione del business del Dr Roberto Castaldo – sia con il concetto chiave dell’esercizio intenzionale spiegato nel libro di Geoff Colvin dal titolo La Trappola del Talento, un bestseller per molti mesi al vertice della classifica del New York Times che smonta i falsi “miti” sul talento e fornisce un metodo pratico per lavorare duro con successo. E che, indubbiamente, rappresenta la lettura consigliata di oggi.