Giorgio Armani scrive al mondo della moda: « Io non voglio più lavorare così » | OneMinuteClub

Se è tempo per molti, quando non per tutti, di ridefinire il proprio modello di business e gli obiettivi di fatturato del 2020, la notizia di oggi allarga ancora di più il punto di vista verso i valori di un intero mercato.

Giorgio Armani, il patron dell’omonima casa di moda, ha infatti scritto una lettera a WWD Women’s Wear Daily, una delle riviste top del mondo della moda, esprimendo in modo molto netto il suo disappunto per il sistema moda e tracciando delle importanti linee guida per rifondare il settore che, solo in Italia, potrebbe subire un calo del -50% di incassi per l’anno 2020.

Il primo disappunto riguarda la produzione continua di prodotti di breve durata: Armani infatti scrive «non ha senso che una mia giacca, o un mio tailleur vivano in negozio per tre settimane, diventino immediatamente obsoleti e vengano sostituiti da merce nuova, che non è poi troppo diversa da quella che l’ha preceduta. Io non lavoro così, trovo sia immorale farlo. Ho sempre creduto in un’idea di eleganza senza tempo, nella realizzazione di capi d’abbigliamento che suggeriscono un unico modo di acquistarli: che durino nel tempo».

Il secondo disappunto, strettamente collegato al primo, è sull’organizzazione delle offerte stagionali: «trovo assurdo che durante il pieno inverno, in boutique, ci siano i vestiti di lino e durante l’estate i cappotti di alpaca, questo per il semplice motivo che il desiderio d’acquisto debba essere soddisfatto nell’immediato. Chi acquista i vestiti per metterli dentro un armadio aspettando la stagione giusta per indossarli? Nessuno, o pochi, io credo».

Il terzo disappunto, sempre legato ai precedenti ma più strutturale, riguarda la necessità di un cambiamento: «questo sistema, spinto dai department store, è diventata la mentalità dominante. Sbagliato, bisogna cambiare, questa storia deve finire. Questa crisi è una meravigliosa opportunità per rallentare tutto, per riallineare tutto, per disegnare un orizzonte più autentico e vero».

È sicuramente degno di nota che sia proprio Armani a fare valutazioni di questo tipo, poiché è uno degli imprenditori più influenti del settore moda e può effettivamente generare un impatto su larga scala, così come ha fatto alcune settimane fa convertendo gli stabilimenti italiani alla produzione di camici monouso per gli operatori sanitari e donando 2 milioni di euro agli ospedali ed alla Protezione Civile.

Se anche il tuo business ed il tuo settore stanno cambiando e vuoi capire come affrontare al meglio i prossimi cambiamenti, clicca qui per partecipare al prossimo webinar GRATUITO del Dr Roberto Castaldo.