L’unione fa la forza, ancora di più quando c’è di mezzo la violenza. Lo sa bene anche Facebook, che ha deciso di unire le forze e di mettere a disposizione di tutti una grande risorsa per evitare la diffusione di video violenti e contenuti vietati.

La piattaforma social ha messo a punto negli anni un software ed un algoritmo capaci di individuare video contenenti azioni contro i minori, propaganda terroristica ed immagini disturbanti.
Sviluppato dal team di ricerca sull’intelligenza artificiale di Facebook insieme con l’Università di Modena e Reggio Emilia con l’ingegnere italiano Lorenzo Baraldi, questo software – grazie ad un algoritmo che conserva nel video una “firma”, un tratto distintivo che rende più facile il confronto dei video anche in assenza di immagine o video originale – riesce a trovare in tempo reale duplicati o parti simili di video: « si possono scoprire video copiati, violazioni di diritto d’autore e si può tracciare la diffusione di video pericolosi sui social network ».

E, cosa più importante, di recente Facebook ha deciso di rendere open source, gratuitamente e pubblicamente disponibile l’algoritmo per tutti i partner che vogliono dare il loro contributo ai contenuti offensivi ed illegali che popolano il web.

« Questi algoritmi saranno disponibili su GitHub in modo che i nostri partner del settore, i piccoli sviluppatori e le organizzazioni non profit possano utilizzarli per identificare più facilmente i contenuti offensivi e condividere hash – o impronte digitali – di diversi tipi di contenuti dannosi », questo è quanto comunicato su Facebook.

Oltre ad essere contenti di un’altra eccellenza italiana coinvolta in un’iniziativa così importante, non possiamo non riconoscere a Facebook il grande merito di aver fatto una mossa di apertura e collaborazione nei confronti di un tema così sentito, mettendo a disposizione le proprie risorse ed il proprio know-how: proprio sul tema della collaborazione, il consiglio abbinato dalla nostra libreria è il libro Wikinomics degli autori Don Tapscott e Anthony D. Williams dal sottotitolo come la collaborazione di massa può cambiare ogni cosa.