« Nei prossimi anni ci sarà un gap di posti di lavoro che le nostre imprese non riusciranno a coprire perché servono competenze tecnico-scientifiche che non si troveranno ».

Suona l’allarme Carlo Robiglio, attuale presidente della Piccola Industria di Confindustria, per la carenza di competenze – segno di un rapporto sicuramente migliorabile tra le imprese ed il mondo accademico e formativo – che porta con sé conseguenze poco rosee per il mercato.

Robiglio considera la formazione « la prima emergenza nazionale », un’emergenza che, secondo recenti stime, si attesta su numeri elevati: si prevedono infatti circa 193 mila posti di lavoro vacanti nel prossimo futuro per mancanza di competenze – il triennio 2019-2021 – nei settori chiave del made in Italy.

Come presidente della Piccola Industria di Confindustria, Robiglio contribuisce a promuovere e sviluppare le piccole e medie imprese (PMI) italiane ed il quadro che restituisce è sicuramente una percezione diretta ed importante delle esigenze del tessuto imprenditoriale italiano.

Da un altro lato, ma sulla stessa lunghezza d’onda, il giuslavorista Pietro Ichino ha di recente dato una strigliata al mondo della formazione e dell’orientamento in occasione del convegno organizzato dalla società Inaz in questi giorni: « È scandaloso che in un Paese dove la disoccupazione giovanile è altissima ci siano imprenditori che cercano figure professionali che non trovano ».
Un problema di “scollamento” tra “scuola” e “lavoro” intesi in senso ampio, che Ichino diagnostica così: « In Italia mancano i servizi indispensabili per un passaggio facile dalla scuola al lavoro, dall’orientamento al monitoraggio del tasso di coerenza tra formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi, con un gravissimo pregiudizio che pesa sulle attività manuali ».

Inoltre, secondo Ichino la soluzione « passa dal monitoraggio e dalla misurazione dell’efficacia della formazione, incrociando e confrontando dati oggi frammentati e sparsi, un’azione che andrebbe fatta subito. Bisogna riprendere in mano un sistema che si è tentato di realizzare con un progetto del 2015, poi bloccato con la bocciatura della riforma costituzionale del 2016 e che tuttavia potrebbe essere riattivato oggi a partire dalle Regioni ».

È sempre bene quando si tiene alta l’attenzione sulla necessità di una formazione che dia competenze concrete ed effettivamente utili al mercato: e se i tempi istituzionali sono quelli che conosciamo, il nostro contributo con One Minute Club punta a colmare questo gap, in primis per gli imprenditori, in secondo luogo per chiunque voglia migliorare le proprie competenze mettendo in pratica le idee degli esperti più autorevoli al mondo.