Era un desiderio di molti, ma ora è diventato legge a tutti gli effetti: l’educazione civica torna come materia d’insegnamento nella scuola.

Ad inizio agosto il Senato ha approvato definitivamente la nuova legge che riporta l’educazione civica nel primo e secondo ciclo di istruzione, insieme ad iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile che partiranno già dalla scuola dell’infanzia.

Molti i nuovi temi per una materia introdotta nelle scuole nel 1958 da Aldo Moro e che ritorna sui banchi dopo quasi due decenni di assenza: si va dallo sviluppo sostenibile alla cittadinanza digitale, dallo studio delle identità territoriali al bullismo ed al cyberbullismo, senza dimenticare l’educazione alimentare e la promozione della salute e del benessere.

Sono previste 33 ore di lezione ed il voto in pagella e l’insegnamento sarà dato ai docenti dell’area storico-geografica per le scuole primarie e secondarie di primo grado, mentre i docenti dell’area economico-giuridica si occuperanno delle scuole secondarie di secondo grado. 

Una buona notizia sotto tanti punti di vista, anche se sembra non ci siano stati provvedimenti in termini di finanziamenti, circostanza che è stata già criticata dall’opposizione e dai professori, poiché rappresenta un rischio all’introduzione effettiva della materia nella scuola.

La legge, a quanto riportato dal testo, non prevede nuovi fondi per l’insegnamento dell’educazione civica, anzi recita che «non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e l’amministrazione interessata provvede alla sua attuazione con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente».

Non ci vorrà molto perché arrivi il mese di settembre e si possano avere notizie su come andrà a finire: nel frattempo, non possiamo che consigliare la lettura di un’esperta della psicologia infantile e nella pedagogia, Lucia Rizzi, che ha condensato oltre 30 anni di insegnamenti nelle scuole elementari e medie nel suo libro bestseller Fate i bravi!.