Coronavirus, per gli imprenditori di Jesolo «la vita va avanti» | OneMinuteClub

Nel weekend appena trascorso il Governo italiano ha adottato misure di sicurezza ancora più forti per contrastare la diffusione del Coronavirus, emanando un decreto che ha “chiuso” le zone rosse e limitato gli spostamenti verso le altre zone d’Italia.

Considerata come è stata gestita la comunicazione del decreto con le nuove misure di sicurezza, che ha generato una “fuga” di persone che hanno preso d’assalto la stazione dei treni di Milano, avremmo potuto dedicare un articolo sull’analisi della comunicazione lungo la sottile linea istituzioni-sanità-media.

Ma abbiamo invece pensato di portare un contributo più positivo che, ferma restando la necessità di prendere tutte le misure precauzionali indicate dalle istituzioni, mostra come bisogna reagire a questa situazione.

Come riportato da un articolo apparso sul sito Venezia Radio Tv, per gli imprenditori di Jesolo «la vita va avanti», specialmente in prospettiva estate 2020: c’è chi come Andrea Carpenedo, gestore del Chiosco Loredana, ha pensato di aprire in anticipo rispetto alla solita apertura pasquale, con una buona risposta della clientela. Oppure ci sono ristoratori come Luigi Serafin de “Il Granso di Gigi” che, data la grande quantità di eventi annullati in questo periodo, ha visto un aumento delle prenotazioni nel suo ristorante e del volume di affari. 

Anche i turisti intervistati viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda degli imprenditori jesolani: bisogna essere ottimisti sul fatto che il Coronavirus passerà così come è arrivato e la vita andrà avanti, è bene tranquillizzarsi e andare avanti.

Non possiamo che unirci a questo pensiero, mantenendo allo stesso tempo il buon senso di non sottovalutare ciò che sta accadendo, seguendo allo stesso le misure di prevenzione e monitorando con attenzione gli eventi giorno per giorno. 

In contemporanea, sappiamo che andare avanti non può essere qualcosa di generico, ma deve diventare qualcosa di concreto, come ad esempio l’appello di ReteSì, rete di imprenditori trevigiani, che ha chiesto al Governo aiuti immediati alle imprese come zero burocrazia, zero tasse per le start-up, un tetto di tasse del 20% per le PMI e per tutte le grandi imprese che esportano oltre il 30% del fatturato insieme ad altre misure di semplificazione per far ripartire il tessuto imprenditoriale colpito dall’emergenza Coronavirus.