Bruce Springsteen, il boss della comunicazione persuasiva | OneMinuteClub

Comunicare attraverso le canzoni non è una capacità che hanno a tutti, anzi, è un’arte di pochi. Un’arte che appartiene a pochi eletti, e sicuramente Bruce Springsteen è uno di questi.

Il Boss – soprannominato così perché doveva “far quadrare i conti” della band all’inizio della carriera – ha prodotto il suo nuovo album da solista, uscito il 14 giugno scorso, senza la presenza della E-Street Band.

Il nuovo album si chiama Western Stars ed è totalmente differente rispetto a quelli prodotti in passato dall’artista statunitense, che ha spesso saputo comunicare sentimenti attraverso le sue canzoni e soprattutto tenendo incollati i fan durante i concerti e schierandosi anche quando si è sentito in dovere di farlo.

Springsteen, con il suo carisma naturale, la sua comunicazione verbale e non verbale, ha saputo in diversi casi manifestare il suo pensiero con grande efficacia, specialmente quando ha deciso di schierarsi politicamente a favore o meno di un presidente.

Possiamo dire che il Boss ha messo in atto in maniera naturale i principi che sono alla base di una comunicazione efficace e che vengono usati anche nel business.

Uno degli schemi comunicativi più famosi e che è possibile spesso notare è il modello A.I.D.A, molto usato nella pubblicità e che si sviluppa in quattro fasi:

  • Attenzione: il momento fondamentale in cui si attira l’attenzione delle persone
  • Interesse: fase in cui si accende e si mantiene attivo l’interesse suscitato
  • Desiderio: coinvolgimento emotivo della persona e motivazione ad agire
  • Azione: chiamata all’azione o azione vera e propria (acquisto, risposta voluta, ecc..)

Ma siccome non siamo tutti Bruce Springsteen, come possiamo sviluppare un linguaggio vincente e catturare l’attenzione dell’utente?

Un valido aiuto ci viene da Beau Toskich, esperto di comunicazione commerciale competitiva, che nel libro Verbal Driver insegna come imparare a parlare funzionalmente senza dispersione di vocaboli inutili, velocemente e dritti al punto.

La maggior parte dei comunicatori non allenati fa attenzione soltanto agli aspetti verbali della comunicazione, trascurando quelli paraverbali e non verbali. Toskich, invece, oltre a dare consigli molto utili rispetto agli aspetti verbali, riporta l’attenzione su tutti e 3 gli aspetti:

Comunicazione Verbale: È costituita dall’utilizzo delle parole e rappresenta una sorta di biglietto da visita. I discorsi che elaboriamo devono a seconda del contesto e di chi abbiamo davanti. La nostra comunicazione verbale deve, in ogni caso, essere efficace e produttiva.

Comunicazione Paraverbale: Per questa intendiamo il Tone Of Voice, ovvero la modulazione della voce, il tono, il timbro, il volume ed altri aspetti. Quando scriviamo, queste caratteristiche vengono espresse attraverso punteggiatura, lunghezza del periodi e formattazione del testo.

Comunicazione Non Verbale: È l’aspetto forse meno curato, sul quale noi tutti lavoriamo meno. In realtà, quando cerchiamo di far passare un messaggio, il nostro interlocutore non bada soltanto alle parole, ma anche a come ci poniamo nei suoi confronti, alla nostra postura, a dove proiettiamo lo sguardo ed a tanti altri segnali non verbali.